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Il racconto viene narrato in un tempo futuro, all’interno di un ufficio postale, in un giorno come tanti. E’ un signore trasandato di nome Busu, ad introdurre la storia della famiglia Ciraulo, come le altre microstorie che di giorno in giorno racconta per uccidere il tempo che consuma la sua solitudine. C’è chi lo ascolta, c’è chi invece ad un certo punto si stanca e va via, lasciandolo solo in quella interminabile giornata d’inverno.

Busu però si sofferma più a lungo sui Ciraulo, raccontandone anche i dettagli, quasi come gli appartenessero.

La famiglia Ciraulo è composta da sei persone: Nicola è il capofamiglia, Loredana sua moglie, Tancredi è il figlio maggiore e Serenella la figlia più piccola. Nonno Fonzio e Nonna Rosa, i genitori di Nicola, vivono insieme a loro. Abitano nella periferia di Palermo. Nicola si arrabatta per mantenere tutti rivendendo il ferro vecchio delle navi in disarmo. Le loro vite anche in questa realtà molto dura, scorrono in una relativa serenità.

Fino a quando, al ritorno da una gita al mare, insieme con i Giacalone, loro amici e vicini di casa, un proiettile vagante, destinato ad un regolamento di conti fra bande rivali, colpisce a morte la piccola Serenella. La disperazione è incommensurabile.

Ma si apre uno spiraglio di speranza per un cambiamento economico quando Giacalone suggerisce a Nicola di chiedere un risarcimento che lo Stato riconosce alle vittime della mafia. Il miraggio di ricevere un' ingente somma di denaro spinge la famiglia a spendere i soldi prima di incassarli, indebitandosi con tutti, pensando che la liquidazione da parte dello Stato sia imminente. Invece i mesi passano e i debiti crescono tanto da spingere Nicola a cadere nelle mani di un usuraio, grande amico di Giacalone. Quando finalmente la somma arriva, una volta pagati i debiti, l'importo iniziale si è notevolmente ridotto.

La famiglia si riunisce per decidere come investire i soldi e ognuno vorrebbe realizzare il proprio desiderio. Ogni richiesta viene puntualmente smontata con varie perorazioni da parte di Nicola che solo alla fine palesa la sua idea: un'auto di lusso, una Mercedes. E a poco a poco riesce a convincere quella platea ovviamente perplessa affermando che scegliere quell'auto, è scegliere la dignità. Quella macchina è simbolo di ricchezza e la ricchezza è l'unico status che la gente rispetti, soprattutto nel loro quartiere. Con questo miraggio d'onore eterno riesce a persuaderli.

La Mercedes diventerà per i Ciraulo più che il simbolo della ricchezza, il simbolo della Miseria della Ricchezza, strumento di sconfitta e di rovina.

Cast Tecnico

Regia

Soggetto




Sceneggiatura

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Suono
Montaggio
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Distribuito da
Durata
Anno
DANIELE CIPRÌ

ROBERTO ALAJMO
MASSIMO
GAUDIOSO
DANIELE CIPRÌ

MASSIMO GAUDIOSO
DANIELE CIPRÌ
MIRIAM RIZZO

DANIELE CIPRÌ
MIMMO CAIULI

MARCO DENTICI
GRAZIA COLOMBINI
ANGELO BONANNI
FRANCESCA CALVELLI
ALFREDO ALVIGINI
CARLO CRIVELLI
FRANCESCO TATÓ
FARO FILM

ALESSANDRA ACCIAI
GIORGIO MAGLIULO
con CARLO DEGLI ESPOSTI

FABIO CONVERSI
PASSIONE e BABE FILMS
RAI CINEMA
PALOMAR

ALETEIA COMMUNICATION
ai sensi delle norme sul tax credit

FARO FILM
FANDANGO DISTRIBUZIONE
90 minuti
2011



Cast Artistico

Toni Servillo
Giselda Volodi
Alfredo Castro
Fabrizio Falco
Aurora Quattrocchi
Benedetto Raneli
Pietro Misuraca
Giacomo Civiletti
Alessia Zammitti
Pier Giorgio Bellocchio
Nicola Ciraulo
Loredana Ciraulo
Busu
Tancredi Ciraulo
Nonna Rosa
Nonno Fonzio
Masino
Giovanni Giacalone
Serenella Ciraulo
Sordomuto